martedì 10 aprile 2012

Giallo Claire possibile omicidio rituale


Dopo oltre un mese di indagini il caso Claire Martin è ancora un enigma insoluto. Il giallo della donna di origini inglesi, trovata morta con ben otto presunte coltellate (gli esperti parlano di graffi) e un taglio netto alla carotide (questa vera causa del decesso), davanti all’abitazione dei suoceri alla frazione Carpignano di Grottaminarda, è sempre più complicato; non sono state sufficienti le perizie dei RIS, i numerosi esami del cadavere,  le analisi sull’arma, nè tanto meno le indagini della Procura di Ariano Irpino, che hanno passato ai raggi x tutta la vita della giovane madre.

Questa serie di fallimenti investigativi, sommati alla volontà da parte della procura e dei media di far passare il tutto come un suicidio (suicidio molto improbabile a detta degli stessi esperti in criminologia), pongono le basi per l’ipotesi che quanto accaduto possa essere stato un omicidio rituale. Questo tipo di delitto è quasi sconosciuto agli atti dei nostri tribunali (perché spesso vede protagonisti persone della stessa magistratura, o comunque c’è una magistratura complice che protegge), ma è nei fatti una delle tipologie più frequenti, espressione più intima della natura disumana che governa la nostra società.

Un mondo, quello dei delitti rituali, estremamente complesso ricco di simbologie, di sottili tecniche di manipolazione e che ha più fini, come quello di comunicare messaggi tra i gruppi di potere, come quello di propiziarsi gli eventi, offrendo in sacrificio le vittime designate, e che vede come principali esecutori gli agenti dei servizi, addestrati molto bene ad eseguire tagli alla carotide.

È difficile, anche solo accettare, che esista tutto un mondo fatto di torture, omicidi, pedofilia e che questo coincida perfettamente con il mondo delle organizzazioni che governano tutti i settori della struttura sociale, ma è un mondo che esiste, e non è il frutto delle chiacchiere di quattro complottisti che amano fantasticare e costruire teorie basate sul nulla.

Ci sono un’infinità di prove, testimonianze, documenti, fatti che dimostrano l’esistenza delle pratiche di chi aderisce alla disumanità. Una testimonianza attendibile può essere quella fornita da Paolo Ferraro, importante magistrato romano, che dopo una serie di indagini che lo condurranno a scoprire la verità sul delitto di Melania Rea, sarà vittima di un serio tentativo di boicottaggio, a cui sembra essere scampato anche grazie al fatto di essersi messo a parlare e a fare conferenze. In merito si consiglia di visionate per intero il video di una sua ultima conferenza presente alla base di questo articolo.

Paolo Ferraro ha maturato una buona visione generale di come sia organizzato il potere disumano, apprezzabile è il suo impegno sociale nel costruire un’alternativa, ma il suo apporto più importante è costituito dalla sua esperienza personale, come magistrato impegnato ad indagare le pratiche dei suoi colleghi e di apparati militari protagonisti del satanismo romano.

È importante tener conto della realtà effettiva in cui si è immersi, anche perché in Irpinia il clima sociale è divenuto insopportabile. Pochi giorni fa ad Avellino c’è stato un altro suicidio sospetto, con segni molto simili a quelli del caso Claire, con un altro taglio alla gola inflitto ad una professoressa del capoluogo irpino.
Hirpus

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